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Biography
Bosso & Girotto Latin Mood
Bosso & Salis "Stunt"

Bosso Quartet feat Alice Riccardi
You've changed
Bosso Quartet
Bosso & De Paula Duo
Bosso & Sportiello Duo
Chet "viaggio al termine della musica"


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Fabrizio Bosso

| Biography |

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Fabrizio nasce a Torino il 5 novembre 1973. Inizia a dedicarsi allo studio della tromba a soli 5 anni, grazie anche all’influenza del padre, a sua volta trombettista. Proprio in occasione di un saggio del padre incontra sul suo cammino Flavio Boltro, che nel corso degli anni si rivelerà figura di riferimento musicale e caro amico nella vita di Fabrizio. A 12 anni si avvicina al jazz, suonando in piccole formazioni e militando in una big band. Nel 1988 si diploma presso il conservatorio G. Verdi di Torino e due anni dopo vince una borsa di studio e segue i seminari estivi del S. Mary’s College di Washington. Nel 1991 si aggiudica il concorso per la Scuola di Alto Perfezionamento musicale di Saluzzo che segue sotto la guida preziosa del maestro Pierre Thibaud. Nel 1993 vince l’audizione per l’orchestra del “Paese degli specchi” di Bologna e svolge attività concertistica sotto la direzione di maestri indiscussi come George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman. L’anno successivo si aggiudica il primo riconoscimento pubblico: vince con il suo quartetto il concorso “Summertime in Jazz” e viene premiato come miglior solista. Nello stesso anno inizia a frequentare i palcoscenici più importanti d’Italia che lo porteranno di lì a breve a collaborare con una quantità infinita di musicisti italiani e stranieri: da Gianni Basso a Enrico Pieranunzi, da Slide Hampton a Randy Brecker, Bob Mintzer, Irio De Paula, Steve Lacy, Paolo Di Sabatino, Riccardo Zegna, Maurizio Giammarco, Massimo Moriconi, Stefano Di Battista, Pietro Condorelli, Roberto Gatto. Nel ‘97 si trova a sostituire prima Randy Brecker – che lo aveva già avuto al fianco – e Lew Soloff poi nel tour italiano della Carnegie Hall Big Band. Sono anni in cui svolge un’intensa attività didattica presso varie scuole di musica: nel 1995 musica d’insieme al conservatorio Nicola Piccinni di Bari e collabora a diverse trasmissioni radio e televisive. Nel ‘99 crea il suo primo gruppo con il quale si esibisce in diversi club e festival. Registra il primo disco come leader nel novembre dello stesso anno e viene votato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano dal referendum Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz, ancorché il disco non sia ancora stato pubblicato. Giusto coronamento ad anni trascorsi ad affrontare seriamente un lungo studio della tromba acquisendo una grande maestria dello strumento e una tecnica invidiabile. Soprattutto dopo questa prima fase di ricerca ha saputo concentrare gli sforzi per raggiungere una certa maturità espressiva, giungendo a ricavare dalla tromba e dal flicorno un suono e una grammatica del tutto personale. Ha inoltre ben presto accostato la corsa da strumentista a quella di compositore, riuscendo a coniugare la filologia dello storico alla matrice più intima e viscerale delle sue passioni. Dall’inizio del nuovo secolo spiega un’invidiabile serie di partecipazioni discografiche e sortite da leader. Nel 2000 esce questa prima incisione, “Fast Flight” per la Red Records, nella quale aveva assemblato un quintetto con Rosario Giuliani ai sassofoni, Salvatore Bonafede al pianoforte, Giuseppe Bassi al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria. Poco dopo è ospite di due dischi importanti che si posizionano rispettivamente primo e secondo nella categoria “Miglior disco italiano” del Top Jazz 2001 , vale a dire “Ortodoxa” di Salvatore Bonafede ed “Evans Remembered” di Pieranunzi, tra le sue collaborazioni più cospicue assieme alla partecipazione al quintetto di Giovanni Mazzarino. Fonda, assieme a Daniele Scannapieco, il giovane quintetto High Five (premiato con il Django D’or italiano nel 2002), che ha all’attivo quattro incisioni. Le prime due per la Via Veneto Jazz: “Jazz For More” (2002) dove al pianoforte era presente Julian Oliver Mazzariello, e “Jazz Desire” del 2004. Del 2008 è invece “Five for Fun” (Blue Note / Emi Italia) inciso nella formazione con ritmica composta da Luca Mannutza al pianoforte, Pietro Ciancaglini al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria. Il disco, gran successo di pubblico e critica in Italia, è campione d’incassi persino nel mercato giapponese. Ed è proprio in Giappone che la Blue Note Japan ha prodotto un live (pubblicato a marzo 2009) approfittando delle serate in cui gli High Five sono stati a Tokyo nel novembre 2008 e già ne hanno in previsione un altro. Sono proprio gli ultimi due anni a incoronare Fabrizio come uno dei più grandi musicisti italiani. Dapprima il successo nel 2007 di quello che è considerato il suo esordio da leader per una casa discografica importante, la Blue Note / Emi Italia, “You’ve Changed”, realizzato con il suo quartetto stabile e un’orchestra di tredici archi, la Bim String Orchestra diretta da Paolo Silvestri. Inoltre la partecipazione al successo di “Trouble Shootin’”, bel disco di Stefano Di Battista con il quale ha realizzato importanti tournée in Europa. Nel 2008 invece, oltre al già citato "Five Four Fun", Fabrizio ha pubblicato “Sol!” con il Latin Mood composto da Javier Girotto (co-leader), Natalio Mangalavite, Marco Siniscalco e Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci, Bruno Marcozzi, più l’ospite special Raul Midón. E, sempre nello stesso anno, il funanbolico duo con Antonello Salis per la Parco della Musica Records: “Stunt”. Ha partecipato inoltre al progetto inedito, realizzato da Roberto Gatto e dedicato al rock progressivo, inciso anche per la serie Jazz Italiano Live 2008 del La Casa del Jazz / L’Espresso ed è presente anche in un altro progetto realizzato nella stessa collana, “Omaggio a Fabrizio De André” Nel 2009, dopo un’apparizione in qualità di ospite speciale al Festival di Sanremo, (cui aveva già partecipato la precedente edizione con Sergio Cammariere) al fianco della giovane promessa Simona Molinari, ha partecipato al progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, in uscita in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis. Tra gli altri progetti attualmente in piedi ci sono anche: il D'Andrea Five di Franco D’Andrea, evoluzione del bellissimo Riff trio in cui il grande pianista aveva voluto accanto a sé appunto Fabrizio e Gianluca Petrella, scolpito su disco in “Round Riff & More” (Philology 2002); il duo con il chitarrista brasiliano Irio De Paula, nato dal “Once I Loved” (Philology 2003); il duo con il pianista Rossano Sportiello in un omaggio a Louis Armstrong e quello con Luca Mannutza di recente fattura. Fabrizio vanta nel corso della sua carriera diverse collaborazioni in ambito extra-jazzistico, da Concato a Baglioni e, soprattutto Sergio Cammariere e Mario Biondi, di cui è artefice, assieme agli High Five, di parte del successo planetario.







  
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