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Chet
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Web site:
Fabriziobosso.com
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Fabrizio Bosso & Rossano Sportiello Duo

Fabrizio
Bosso:
tromba
Rossano
Sportiello:
pianoforte
Il
rito del rinnovamento della memoria storica e dell’attualizzazione del
passato è un punto di arrivo, non di partenza. Su questo postulato si
sono incontrati Fabrizio Bosso e il pianista Rossano Sportiello. E si
sono chiesti: chi è il più grande di tutti? Louis Armstrong, non ci sono
dubbi. Neanche Miles Davis ne aveva. Allora via con l’esprimere l’esigenza
profonda di raccontare Armstrong. Il progetto ha due piani interpretativi.
Da un lato i due raccontano Louis con le parole di Louis: propongono il
suo repertorio in stile, con una filologia che è arte del conoscere e
mai semplice imitazione. D’altro canto però la tromba e il pianoforte
di Bosso e Sportiello si imbattono in un avvincente revisionismo del repertorio
del trombettista di New Orleans. Un viaggio al grumo della musica di Armstrong,
forte di un linguaggio dalla sintassi immaginifica, di soluzioni creative,
di icastica ritmicità narrativa.
Fabrizio
Bosso ha
iniziato a suonare la tromba a 5 anni. A 15 era già diplomato al conservatorio
G. Verdi di Torino. Coltivando di continuo gli interessi per la musica
di estrazione colta si è accostato al jazz. Un richiamo forte, suadente,
a cui il torinese non ha saputo reagire. Tecnicamente impeccabile, ciò
che più colpisce di Fabrizio è la creazione di una grafia personale, in
cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati, il senso
dello swing è spinto agli eccessi, la tensione creativa è costante anche
nell’interpretazione di standard. Oltre ad aver svolto attività concertistica
sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave
Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato ultimamente reclutato da
Charlie Haden per alcune tappe del tour promozionale del nuovo album della
Liberation Music Orchestra. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo
Talento” del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz, e
negli anni collabora stabilmente nei gruppi di Salvatore Bonafede, Giovanni
Mazzarino ed Enrico Pieranunzi. Fonda, assieme a Scannapieco, gli High
Five, suona in duo con Rossano Sportiello in un omaggio ad Armstrong,
in trio con D’Andrea e Petrella, nel suo quartetto - con Mannutza, Bulgarelli
e Tucci - che presto entrerà in studio di registrazione, ed incide diversi
progetti come leader e co-leader. Fortunata anche la collaborazione al
fianco di artisti confinanti con l’estetica jazz come Sergio Cammariere
e Nicola Conte.
Rossano
Sportiello
si è avvicinato alla musica perché innamorato sin da bambino della canzone
napoletana e di Renato Carosone in particolare. “Per primo inaugurò quella
formula che, già dagli anni 50, riuscì ad accostare le grandi melodie
della tradizione partenopea agli stilemi ritmico-armonici d’oltre oceano”,
dice Sportiello. Perfettamente connesso all’estetica dello stride piano
di maestri quali J. P. Johnson, Fats Waller e Willie “The Lion” Smith,
nonché alla seconda generazione di pianisti stride ed in particolare alla
figura di Ralph Sutton, nutre una vera e propria ammirazione per il jazz
tradizionale, fin tanto da permettergli di suonare in giro per tutto il
mondo. Ha inciso diversi dischi, tra cui “Piano On My Mind. Solo piano”
per Jazz Conneisseur ed è stato membro stabile della Milano Jazz Gang.
Ultimamente frequenta i club e i festival di tutta Europa con i Blue Napoli
al fianco di Gerry Gennarelli, Guiorgio Rosciglione e Gegè Munari.
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