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Le trombe del Re - TRUMPET LEGACY
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Fabrizio Bosso: tromba
Flavio Boltro
: tromba
Luca Mannutza: piano
Luca Bulgarelli: contrabbasso
Lorenzo Tucci: batteria

Suono inimitabile, tecnica sopraffina, dinamismo, esecuzione muscolare e velocità di marcia rilevante, ma al tempo stesso soluzioni raffinate, una vasta gamma di sonorità e di risorse a disposizione. Fabrizio e Flavio hanno in comune questo e molto altro. La città natale, Torino, in primis. La capacità di donare forma di suono a brevi sguardi di naturalezza, anche. Insieme sul palco festeggiano. E come in ogni festa che si rispetti si rappresenta una cultura e si prosegue una tradizione: miti e riti che si celebrano. Così i due rendono omaggio ad altrettanti trombettisti della storia del jazz, Freddie Hubbard e Lee Morgan. Due trombe del re, che per entrambi hanno rappresentato fonte di intensa ispirazione nei loro percorsi artistici di ricerca individuale. E questo è il mito. Il rito invece quando il quintetto - completato da una ritmica dal solido interplay con Mannutza al pianoforte, Bulgarelli al contrabbasso e Tucci alla batteria - tratta le sezioni originali del repertorio, composto da entrambi: atmosfere sofisticate e sensibili, concettuali ma non troppo, liriche ma controllate.
Flavio e Fabrizio si sono conosciuti tanto tempo fa; Fabrizio era un bambino, ricorda ancora: “Ho avuto una vera e propria folgorazione quando da piccolo l'ho sentito suonare. Mio padre, trombettista a livello dilettantistico, studiava da lui, a Torino, così un giorno sono andato al suo saggio, io mi dedicavo già alla tromba, e mi son detto: voglio suonare come Boltro!”. Oggi, sono alla pari. Si incontrano in un dualismo che diviene complicità e subito dopo torna ad essere intenso contrasto. Nell’uno e nell’altro caso fanno squillare le loro trombe. Le trombe del re.

Flavio Boltro è nato a Torino nel 1961 e si è diplomato al conservatorio della sua città. Si è messo in luce a metà degli anni ’80 nella scena italiana – collaborando anche con i Lingomania di Maurizio Giammarco – prima di iniziare a suonare accanto a musicisti del calibro di Steve Grossman, Cedar Walton, Bob Berg, Don Cherry, Billy Hart e Billy Higgins. Dal 1990 prende parte a vari festival e tour accompagnando Freddie Hubbard e Jimmy Cobb per entrare poi nei ranghi del gruppo di Laurent Cugny tra il 1994 e il 1997, suonare con Aldo Romano e ritrovarsi sempre più spesso a frequentare la Francia.
Già trombettista nel sestetto di Michel Petrucciani, e’ membro dell’attivissimo quintetto di Stefano Di Battista (in seguito conosciuto come il Quintetto Di Battista/Boltro). Ha inciso diversi dischi da leader, alcuni dei quali anche per la Blue Note. Tra questi da ricordare il bel “Road Runner”.

Luca Mannutza è nato a Cagliari nel 1968. Suona il pianoforte fin da bambino e si diploma al conservatorio G. P. da Palestrina a 18 anni. In quegli anni si interessa del progressive rock, scopre i Weather Report, e nei primi anni ’90 si trova al fianco del sassofonista argentino Hector Costita. Nello stesso periodo entra in contatto prima con Andy Gravish poi con la scena italiana marcata da Paolo Fresu e Maurizio Giammarco. Nel giugno 2002 vince il Premio Massimo Urbani e lo si ritrova nel quartetto di Max Ionata, con il quale presenta anche un bel duo sulle composizioni di Joe Henderson.

Luca Bulgarelli è tra i migliori giovani contrabbassisti in circolazione – usa anche il basso elettrico ed è attento agli strumenti digitali. Dotato di alta padronanza tecnica e ricca sensibilità espressiva, originario dell’Abruzzo ma da tempo residente a Roma, si dimostra un musicista enciclopedico che si sta ricucendo un ruolo cardine nell’ambito di altri importanti progetti come il quintetto di Roberto Gatto, la band di Sergio Cammariere, al fianco di Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi. E’ leader di un quartetto stellare composto dallo stesso Bosso alla tromba, Gianluca Putrella al trombone e l’eclettico Mr. Fabietto agli apparecchi elettronici.

Lorenzo Tucci è un batterista incredibile la cui tecnica è frutto di un’attenta scomposizione sia del drumming di matrice nero americana che va da Elvin Jones a Tony Williams sia dell’impressionismo di Shelly Manne e Buddy Rich. Si esibisce spesso al fianco di Rosario Giuliani, è membro stabile degli High Five e fa parte della schiera di musicisti jazz reclutati da Nicola Conte per i suoi progetti crossover. Nel 2001 è uscito il primo disco a suo nome dal titolo “Sweet Revelation” (Philology)
e nel 2007 “Drumonk” per Via Veneto Jazz.


  
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