Fabrizio Bosso Quartet feat. Alice Riccardi
Fabrizio
Bosso:
tromba
Luca Mannutza: pianoforte
Nicola Muresu: Contrabbasso
Lorenzo Tucci: batteria
Special Guest
Alice Ricciardi: voce
Da anni insediato nella tradizione del bop ma, allo stesso tempo alla ricerca di nuovi linguaggi e cosciente della sua capacità melodica prettamente italiana, Fabrizio Bosso è uno strumentista lirico e melodico dal suono caldo e ricco. Con il suo quartetto è in grado di esplorare ambiti sonori differenti, dal bop più tradizionale alla canzone italiana, la musica da film e le sponde brasiliane della musica, dai grandi compositori ai suoni moderni. Nuova è l’occasione di ospitare sul palco una delle promesse del canto jazz femminile italiano, Alcie Ricciardi. In realtà proprio di una novità vera e propria non si tratta, Alice è già salita sul palco con Fabrizio proprio in occasione della presentazione milanese del disco “You’ve Changed” (Blue Note Italia, 2007). In repertorio oltre ai brani del disco in questione anche alcuni standard che sono invece stati pubblicati sul disco d’esordio della giovane cantante (“Comes Love”, Blue Note Italia, 2008). Un concentrato di musica ad alto tasso emotivo, nel quale le asperità del bop più ortodosso sono vengono levigate a favore di una rivalutazione della melodia e del lirismo, dote che Fabrizio ha anche orami fatto propria nella voce della sua tromba, prediligendo sempre più l’aspetto cantabile della musica a quello prettamente virtuosistico. Sia che accompagni la voce della Ricciardi sia quando si trovi ad enunciare il tema e sorreggere un brano intero soltanto con la sua tromba.
Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. A 15 era già diplomato al conservatorio G. Verdi di Torino. Coltivando di continuo gli interessi per la musica di estrazione colta si è accostato al jazz. Un richiamo forte, suadente, a cui il torinese non ha saputo reagire. Tecnicamente impeccabile, ciò che più colpisce di Fabrizio è la creazione di una grafia personale, in cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati, il senso dello swing è spinto agli eccessi, la tensione creativa è costante anche nell’interpretazione di standard. Oltre ad aver svolto attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato ultimamente reclutato da Charlie Haden per alcune tappe del tour promozionale del nuovo album della Liberation Music Orchestra. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano dal referendum della rivista Musica Jazz, e negli anni collabora stabilmente nei gruppi di Salvatore Bonafede, Giovanni Mazzarino ed Enrico Pieranunzi.
Sono proprio gli ultimi due anni a incoronare Fabrizio come uno dei più grandi musicisti italiani. Dapprima il successo nel 2007 di quello che è considerato il suo esordio da leader per una casa discografica importante, la Blue Note / Emi Italia, “You’ve Changed”, realizzato con il suo quartetto stabile e un’orchestra di tredici archi, la Bim String Orchestra diretta da Paolo Silvestri. Inoltre la partecipazione al successo di “Trouble Shootin’”, bel disco di Stefano Di Battista con il quale ha realizzato importanti tournée in Europa.
Nel 2008 invece, oltre a "Five Four Fun" degli Hich Five, Fabrizio ha pubblicato “Sol!” con il Latin Mood composto da Javier Girotto (co-leader), Natalio Mangalavite, Marco Siniscalco e Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci, Bruno Marcozzi, più l’ospite special Raul Midón. E, sempre nello stesso anno, il funanbolico duo con Antonello Salis per la Parco della Musica Records: “Stunt”.
Ha partecipato inoltre al progetto inedito, realizzato da Roberto Gatto e dedicato al rock progressivo, inciso anche per la serie Jazz Italiano Live 2008 del La Casa del Jazz / L’Espresso ed è presente anche in un altro progetto realizzato nella stessa collana, “Omaggio a Fabrizio De André”
Nel 2009, dopo un’apparizione in qualità di ospite speciale al Festival di Sanremo, (cui aveva già partecipato la precedente edizione con Sergio Cammariere) al fianco della giovane promessa Simona Molinari, ha partecipato al progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, in uscita in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis.
Alice Ricciardi nasce a Milano nel 1975, si avvicina alla musica all'età di sette anni, frequentando il Conservatorio G. Verdi dove studia violino e pianoforte complementare e consegue la licenza di teoria e solfeggio con il massimo dei voti. Studia canto con Francesca Oliveri e Roberta Gambarini presso i Civici Corsi di Jazz di Milano diretti da Enrico Intra e Franco Cerri; vi si diploma nel 1999. Nel 2000 ottiene la borsa di studio per frequentare la Master Class tenuta da Tiziana Ghiglioni. Sempre in ambito di perfezionamento, ha frequentato stages di improvvisazione vocale con Rachel Gould. Nel 2002 ha inoltre conseguito in Francia il diploma europeo "F.N.E.I.J." (Fèdèration Nationale des Ecoles d' Influence Jazz et des Musiques Actuelles) valido per l'insegnamento del jazz e della musica moderna in tutta Europa.
Nel luglio 2005 vince il 2° Premio al Montreux Jazz Festival International Vocal Competition e viene invitata come performer alla IAJE Conference 2006 a New York. Il suo debutto discografico è “Comes Love”, Blue Note Italia, 2008.
Luca Mannutza è nato a Cagliari nel 1968. Suona il pianoforte fin da bambino e si diploma al conservatorio G. P. da Palestrina a 18 anni. In quegli anni si interessa del progressive rock, scopre i Weather Report, e nei primi anni ‘90 si trova al fianco del sassofonista argentino Hector Costita. Nello stesso periodo entra in contatto prima con Andy Gravish poi con la scena italiana marcata da Paolo Fresu e Maurizio Giammarco. Nel giugno 2002 vince il Premio Massimo Urbani e lo si ritrova nel quartetto di Max Ionata, con il quale presenta anche un bel duo sulle composizioni di Joe Henderson.
Nicola Muresu inizia l’attività da professionista alla fine degli anni ‘80, suonando con diversi gruppi nei iazz club e festival nazionali. Frequenta la Scuola di Perfezionamento di Siena Jazz, dove segue i corsi di musica d'assieme tenuti da Furio Di Castri e da Stefano Battaglia, ed il corso di contrabbasso tenuto da Furio Di Castri. Come contrabassista della Big Band del Centro Jazz di Torino collabora prima con Enrico Rava e poi con Lee Konitz. Entra a far parte del “Sestet(To)”. Si inserisce poi nel trio del pianista Antonio Faraò e nel quartetto del sassofonista Renato D’Aiello. Ha inciso diversi dischi con musicisti italiani e stranieri come sideman.
Lorenzo Tucci è un batterista incredibile la cui tecnica è frutto di un’attenta scomposizione sia del drumming di matrice nero americana che va da Elvin Jones a Tony Williams sia dell’impressionismo di Shelly Manne e Buddy Rich. Si esibisce spesso al fianco di Rosario Giuliani, è membro stabile degli High Five e fa parte della schiera di musicisti jazz reclutati da Nicola Conte per i suoi progetti crossover. Nel 2001 è uscito il primo disco a suo nome dal titolo “Sweet Revelation” (Philology). “Drumonk” per Via Veneto Jazz è invece il suo recente lavoro dedicato a Thelonious Monk.