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Project:
Biography
Bizart Trio
Sax Pistols
The bears Trio
Quartet Tinissima
Bearzatti Duo
Duke
Ellington
Natura morta con..
Scenario
Biography:
PDF
Photo's:
       
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Francesco
Bearzatti :
tenor & soprano sax, clarinet
Emmanuel Bex : organ, electronics
Aldo Romano :
drums
Il
Bizart Trio, formazione italo-francese capitanata dal sassofonista e clarinettista
Francesco Bearzatti, è frutto della permanenza parigina del musicista
friulano e della sua attività con lo storico batterista Aldo Romano,
nel cui attuale quintetto figura anche il terzo elemento, l'organista
Emmanuel Bex.
I tre hanno inciso assieme nell'ultimo disco del drummer transalpino e
in quell'occasione è nata l'idea di associarsi in questa nuova
avventura, già sfociata nella registrazione di un disco per l'etichetta
italiana Auand (www.auand.com) dal titolo "Virus".
In seguito all'uscita di "Virus" Bearzatti è stato votato
Miglior Nuovo Talento al Top Jazz 2003 indetto dalla rivista specializzata
Musica Jazz, sulla quale lo stesso CD ha ricevuto il bollino quale disco
scelto nel mese di agosto 2003. Precedentemente Jazzit lo aveva segnalato
come disco scelto (Jazzit likes it!) nel mese di marzo 2003. In Francia
la stampa specializzata gli ha attribuito 4 stelle (JazzMan) e 3 F (Telerama).
Nel giugno del 2004 è stato registrato il nuovo disco del Bizart
con Enrico Rava ospite in cinque brani dal titolo "Hope".
La
musica del trio è un jazz notturno, urbano e nebbioso come si addice
alla città nella quale è stato concepito; precisione metronomica
e predilezione melodica per una proposta intergenerazionale e trasversale.
I brani originali sono quasi tutti a firma del leader che si alterna al
sax tenore, strumento del quale è ormai uno dei migliori strumentisti
con un suono asprigno e una grinta e fantasia assolutamente personali,
e clarinetto. Merito della freschezza del Bizart Trio è anche di
Bex, che va oltre le soluzioni scontate dell'Hammond, utilizzando elettronica
e voce per donare al sound generale effetti stranianti che lo rendono
intrigante, e del raffinatissimo Aldo Romano che contribuisce al repertorio
del gruppo con alcune delle sue più belle composizioni.
Pur movendosi su strutture note (ballad, bop, latin, funk) i tre sanno
evitare di adagiarcisi e fanno scartare continuamente i percorsi con veri
e propri sussulti. Un gran bel gruppo che suona quello che dovrebbe essere
il jazz moderno: una musica sintetica, nel senso della capacità
di contenere molteplici esperienze in un discorso chiaro e coerente.
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