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Natura morta con..




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Natura morta con custodia di sax

di Geoff Dyer


Andrea de Manincor : adattamento e interpretazione

Francesco Bearzatti : tenor & soprano sax, clarinet

C’è chi è allergico alla polvere, chi ai peli del gatto. Chi alle parole stonate. Qualcuno alle agiografie dei musicisti, quando questi sono dei geni, ma fragili fragili. E’ il caso di Andrea De Manincor, attore poliedrico, e Francesco Bearzatti, che inscenano uno di quei romanzi che non possiede polvere, né parole stonate, né agiografie: “Natura morta con custodia di sax” (in Italia grazie a Instar Libri). Autore: Geoff Dyer, considerato uno dei migliori scrittori delle ultime generazioni. Inglese, vive nascosto a Londra in un sobborgo e la sua passione è: «Scrivere il libro che vorresti leggere». Anche De Manincor e Bearzatti quando lo hanno letto hanno capito il potere incendiario del romanzo, nel quale Dyer inventa un mondo e immagina uno stile, e sul palco trasformano dei passaggi narrativi in contrappunti per voce e sassofoni. La cronaca cede il passo all’emozione, la realtà all’allegoria. Lester Young, Thelonious Monk e Chet Baker a un’America che viaggia troppo rapida e scorda i neroamericani, i disadattati, ma anche i geni che nella musica si tuffano con tutta l’anima.
“Natura morta con custodia di sax” è stato rappresentato a partire dal 1999 a Verona, in Trentino e in Svizzera, a Campione d’Italia nell’ambito del Courmayeur Noir in festival, a Bologna, e alla rassegna di Arte contemporanea Hic et Nunc di San Vito al Tagliamento.

Attirato irresistibilmente dai processi musicali liberi e mutevoli, Francesco Bearzatti ha trascorso l’infanzia nella provincia friulana. Con i coetanei ha condiviso i primi amori musicali, ascolti da rockettaro vero: Led Zeppelin, Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramones, Sex Pistols e tutti gli altri. Diplomato in clarinetto al conservatorio di Udine, Francesco approfondisce gli studi a New York, dove ha modo di incontrare anche George Coleman. Ha inciso un’infinità di dischi come sideman e diversi da leader. I più importanti oltre a questo con il Finissima Quartet: “Virus” e “Hope” per l’Auand, entrambi a nome del Bizart Trio con Emmanuel Bex e Aldo Romano, e nel secondo partecipa anche Enrico Rava. Prende parte ai dischi di Gianluca Petrella per la Blue Note. E’ autore di un progetto in solitario su Duke Ellington, intitolato Duke Ellington Sounds of Love che sarà a breve disponibile anche su cd per la Parco della Musica Records, registrato da Francesco alla fine di marzo 2009. E’ inoltre tra i protagonisti del progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Fabrizio Bosso, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, in uscita in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis.

Nato a Verona nel 1969, Andrea De Manincor ha studiato recitazione, mimo e tecnica narrativa. Ha debuttato giovanissimo nel 1980 come mimo nel “Bastiano e Bastiana” di Mozart, al Teatro Filarmonico di Verona, con la regia di Renzo Giacchieri. Nei primi anni ’90 ha fatto parte della cooperativa teatrale Candido ‘90 di Roma, sotto la direzione artistica di Giovanni Calendoli e Marco Brogi, e con essa ha interpretato vari ruoli, in elaborazioni drammaturgiche (anche proprie) di testi medievali fino al repertorio novecentesco, passando per Machiavelli, Ruzante, Molière. Nel 1994, 95 ha creato e diretto la compagnia TrixTragos di Verona, allestendo e interpretando Schnitzler, Goldoni, Fantinel e moltii altri autori. Alla fine della decade passata è al fianco di Gene Gnocchi, lavorando all’allestimento di “Santo Sannazzaro fa una roba sua”, di Freyrie-Gnocchi, per la regia di Daniele Sala. Ritrova Gnocchi in alcune puntate dello spettacolo di Rai Due “Perepepè”. Drammaturgo e attore, insegna teatro e ha diretto e interpretato numerosi spettacoli.


  
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