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Natura morta con custodia di sax

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Francesco Bearzatti : tenor & soprano sax, clarinet
Andrea de Manincor : attore

Un lungo contrappunto per voce (Andrea de Manincor) e sax (Francesco Bearzatti): la parola si unisce alla musica con l’obiettivo di restituire l’atmosfera di anni faticosi nell’America e nell’Occidente opulenti, in crisi di valori.

Tratto dall’opera omonima dell’inglese Geoff Dyer, pubblicata in Italia per i tipi della Instar Libri, ‘Natura morta con custodia di sax’ è la narrazione delle esistenze ‘reali’ di tre jazzisti. Vicende in cui l’apice artistico, e tragico, si colloca tra gli anni quaranta e gli anni settanta del Novecento, durante i quali si impone e si evolve il genere cosiddetto del bebop : parabole inevitabilmente destinate a declinare nella sconfitta, nella perdita di sé stessi, ed in questo molto simili tra loro.

Narrazione in tre quadri che si fondono nell’ipotesi drammaturgica di un grande incubo profetico: la storia di due neri, Lester Young e Thelonius Monk, rispettivamente tenorsassofonista e pianista, e di un bianco, Chet baker, trombettista, nell’ America uscita vittoriosa dal conflitto mondiale, ma profondamente razzista, e che, anche in una sorta di inconsapevolezza, di sbadata voglia di imporsi, macinava verso una perfezione imperfetta, in cui non c’era posto per gli sbandati, gli artisti che provenivano dalla strada, quelli che in uno strumento immergevano con candore e sincerità la propria anima. L’incubo è raccontato dal punto di vista del sassofonista Lester Young, in una notte che probabilmente non vedrà mai il giorno spuntare.

“Natura morta con custodia di sax” è stato rappresentato a partire dal 1999 a Verona, in Trentino e in Svizzera, a Campione d’Italia, nell’ambito del Noir in festival, di Courmayer-Campione d’Italia (Dicembre 1999), la maggiore rassegna di novità cinematografiche del genere noir; a Bologna e alla rassegna di Arte contemporanea “Hic et Nunc” a San Vito al Tagliamento.


Andrea de Manincor (attore) Inizia giovanissimo, al CEA di Verona, con Natale Brogi; tra gli altri maestri Bob Marchese, Ruggero Cappuccio, Claudio Di Palma, Michele Monetta, Andrea Cammilleri.

Ha lavorato con alcune delle più importanti realtà professionali del teatro di Roma (Teatro Stabile, direzione artistica di Luca Ronconi), Napoli (Nuovo Teatro, sotto la regia di Piero Maccarinelli), Salerno (Teatro Segreto, sotto la guida di Ruggero Cappuccio), girando i più importanti teatri italiani (Pergola di Firenze, Stabile di Parma, Duse di Genova, Quirino e Valle di Roma).

Ha lavorato con Gene Gnocchi in teatro (‘Santo Sannazzaro fa una roba sua’) e in televisione (‘Perepepè’, ‘La grande notte del Lunedì’ per RAIDUE). Drammaturgo e attore di Fondazione AIDA – Teatro Stabile di Innovazione di Verona, per gli spettacoli ‘Il ritorno del Barone di Munchhausen’, ‘Il porto della memoria’, ‘Fifa Blu’, ‘Diritti Blues’, ‘Prova d’orchestra’, Fiabe lunghe un sorriso’, ‘Per amor d’Amore’ ‘La pace’, ‘Vuoti a pedere’. Ha personalmente diretto e interpretato numerosi spettacoli, passando dal repertorio di tradizione al teatro medievale alle novità italiane e internazionali degli ultimi anni (tra cui ‘Teppisti’ di G. Manfridi, ‘La bambola di Freud’ di V. Fantinel, ‘Pedro e il capitano’ di M. Benedetti, ‘Una Martin’s De Luxe’ di Claudio Pallottini, altro monologo sul jazz).

Dal mese di Marzo 2000 è stato ospite fisso, in qualità di attore, del talk show ‘Verona Show’, teletrasmesso dalla rete locale TELEARENA e ripreso nel Marzo 2001. Per la radio, ha fatto parte della Compagnia Radiofonica di Radio Verona, per la registrazione del varietà ‘Soto l’ala de l’Arena’.

Insegna teatro presso vari Istituti Scolastici di ogni ordine e grado, e collabora come lettore e animatore per conto del Consorzio universitario di Verona/ Centro Permanente di lettura diretto da Elisa Zoppei.


  
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