Bearzatti e Sclavis duo
Francesco
Bearzatti: sassofoni, clarinetto
Louis Sclavis: sassofoni, clarinetto
Strillano, graffiano, si rincorrono e, a volte sembrano anche venire alle mani i suoni che vengono fuori da questi due strumentisti pazzamente esuberanti. Francesco e Louis sono due estrosi strumentisti, assicurati entrambi, a proprio modo, da una carriera più che soddisfacente. E, nonostante la differenza di età, nessuno dei due prevale sull’altro. Anzi, hanno dimestichezza con materiale improvvisato e si ritrovano ad occhi chiusi ancor di più se i sentieri sono quelli appunto della libera e istantanea creazione. Entrambi, strepitosamente inventivi, padroneggiano a meraviglia la tecnica del proprio strumento, potendo sì arrivare al vero e proprio virtuosismo, senza mai eccedere in leziosi monologhi. Si sanno muovere in ogni ambito, da dichiarazioni d’amore a territori più colti, all’avanguardia più noise e rock, ma sempre interpretano il tutto alla propria maniera e lo aggiornano: forzano le idee in tutte le direzioni possibili e immaginabili ma rifuggono da ogni minima tentazione di scelta stilistica estrema. Atmosfere rarefatte, rifrazioni, dialoghi sussurrati popolano anche la performance dei due, la ripetitività dei pedali, l’uso di fraseggi basati su microvariazioni tematiche, timbriche e ritmiche che conducono per mano l’ascoltatore.
Attirato irresistibilmente dai processi musicali liberi e mutevoli, Francesco Bearzatti ha trascorso l’infanzia nella provincia friulana. Con i coetanei ha condiviso i primi amori musicali, ascolti da rockettaro vero: Led Zeppelin, Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramones, Sex Pistols e tutti gli altri. Diplomato in clarinetto al conservatorio di Udine, Francesco approfondisce gli studi a New York, dove ha modo di incontrare anche George Coleman. Ha inciso un’infinità di dischi come sideman e diversi da leader. I più importanti oltre a questo con il Finissima Quartet: “Virus” e “Hope” per l’Auand, entrambi a nome del Bizart Trio con Emmanuel Bex e Aldo Romano, e nel secondo partecipa anche Enrico Rava. Prende parte ai dischi di Gianluca Petrella per la Blue Note. E’ autore di un progetto in solitario su Duke Ellington, intitolato Duke Ellington Sounds of Love che sarà a breve disponibile anche su cd per la Parco della Musica Records, registrato da Francesco alla fine di marzo 2009. E’ inoltre tra i protagonisti del progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Fabrizio Bosso, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, in uscita in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis.
Tra i musicisti più creativi in Europa, Louis Sclavis è nato a Lione nel 1953: suona il clarinetto e i sassofoni ed è anche compositore. E’ considerato da molti anni uno degli artisti più creativi della scena jazz europea. Leader coraggioso di numerose formazioni, Sclavis ha sempre difeso l’improvvisazione e la ricerca musicale passando attraverso le influenze più disparate da Rameau a Duke Ellington, facendo dell’incontro con altre musiche e altri musicisti la sua fonte di ispirazione primaria. Sclavis ha anche un’intensa attività come compositore di colonne sonore e musiche per il teatro. Ha inciso divesi dischi per l’etichetta Ecm; sono inoltre memorabili i suoi lavori in trio con Henry Texier e Aldo Romano.