Project:


Biography
Bizart Trio
Sax Pistols
"Tinissima
" Quartet
Duke Ellington

Bearzatti e Sclavis Duo
Bearzatti e Cojaniz Duo
Scenario
Natura morta con..





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Bearzatti e Cojaniz

Francesco Bearzatti: sassofoni, clarinetto
Claudio Cojaniz: pianoforte

Ne hanno di cose da dirsi i due. Vi aleggia, nella loro musica, un clima assorto, concentrato, mai ridondante benché in possesso di un’innegabile vis drammatica sia per la forza interpretativa sia perché si avverte una sapiente mano alla regia dello spettacolo. Una grande abilità nel variare per bene le situazioni, tra duetti e monologhi, soliloqui che aprono poi le porte all’altro per intervenire e dialogare, rendendo l’ascolto sempre fresco e dinamico, ricco di pathos, sempre sorprendente. Ben lontana da molte suggestive proposte di maniera, questa musica non perde mai il senso della comunicazione artistica, dell’espressione poetica, della motivazione interiore, trovando interpreti all’altezza per poterla comprendere ed eseguire con ispirazione. Le due personalità musicali mostrano alta empatia e riescono a integrare i rispettivi stili in quei momenti,e sono molti, in cui il confronto prevede ampi spazi per improvvisare. La dimensione scritta ha però un peso consistente e s’affida a strutture tematiche di astratto camerismo.

Attirato irresistibilmente dai processi musicali liberi e mutevoli, Francesco Bearzatti ha trascorso l’infanzia nella provincia friulana. Con i coetanei ha condiviso i primi amori musicali, ascolti da rockettaro vero: Led Zeppelin, Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramones, Sex Pistols e tutti gli altri. Diplomato in clarinetto al conservatorio di Udine, Francesco approfondisce gli studi a New York, dove ha modo di incontrare anche George Coleman. Ha inciso un’infinità di dischi come sideman e diversi da leader. I più importanti oltre a questo con il Finissima Quartet: “Virus” e “Hope” per l’Auand, entrambi a nome del Bizart Trio con Emmanuel Bex e Aldo Romano, e nel secondo partecipa anche Enrico Rava. Prende parte ai dischi di Gianluca Petrella per la Blue Note. E’ autore di un progetto in solitario su Duke Ellington, intitolato Duke Ellington Sounds of Love che sarà a breve disponibile anche su cd per la Parco della Musica Records, registrato da Francesco alla fine di marzo 2009. E’ inoltre tra i protagonisti del progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con Fabrizio Bosso, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, in uscita in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis.

Claudio Cojaniz dopo gli studi accademici suona come solista per la Gioventù Musicale Italiana e lavora come compositore ed arrangiatore nel campo della musica contemporanea. Si avvicina al jazz all’inizio degli anni ‘90. La sua apparizione è folgorante ed avviene con “Due”, inciso in coppia con il contrabbassista Giovanni Mayer, duo che diventa trio con l’aggiunta del batterista U.T. Ghandi e firma due anni dopo l’eccellente “Hasta Sempre”. Al trio di aggiunge nel 1995 il trombonista romano Giancarlo Schiaffini. Dopo un fuori programma classico, in cui interpreta al piano–solo musiche dei virginalisti inglesi e di J.S.Bach, Cojaniz rifonda il trio jazz con il contrabbassista Piero Leveratto ed il batterista Nello Da Pont.
Lo Jan Trio, così chiama il gruppo, registra nel 1998 per Splasc(h) Records. Cojaniz ha fondato e diretto il gruppo Tarahumara, ha scritto musica da film e per la televisione. Ha inoltre collaborato alla stesura della biografia del musicista udinese Piero Pezzè, e scritto un breve romanzo, “Questione Lagrand”, pubblicato dalle Edizioni Campanotto di Udine.

 


  
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