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t Biography
t Luca Mannutza Sound Advice Quintet
t Luca Mannutza Trio
t Mannutza & Ionata duo
t Mannutza & Bosso duo



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Mannutza & Ionata duo

Luca Mannutza: pianoforte
Max
Ionata: sassofoni


I due si frequentano da diversi anni e assieme hanno pubblicato un disco, “Lode 4 Joe”, distribuito in Italia dalla Wide Sound, nel quale scompongono l’universo sonoro e culturale di Joe Henderson e lo restituiscono all’attualità. Il grande sassofonista, al pari di Wayne Shorter, va ricordato per il suo coraggio nell’esplorare il mondo della musica modale e poi del free e i due musicisti italiani lo hanno rimpianto e così omaggiato, anche parafrasando il titolo di un suo famoso capolavoro, “Mode For Joe”. E dunque dal vivo il duo non può che partire da questo progetto inciso in studio: Shade of Jade, Serenity e la splendida Black Narcissus sono le composizioni di Henderson che il più delle volte interpretano. A queste però affiancano miscugli originali (nel disco ad esempio ci sono la title track a firma del sassofonista e L’Astronauta del pianista). E poi una serie di spazi dedicati all’improvvisazione: qui i due dimostrano quanto l’interplay tra loro funzioni a meraviglia. Entrambi partono dalla melodia, dopo pause e sferzate improvvise tornano sempre ad essa, prediligono l’aspetto lirico della musica, cosa che li accomuna, li sorregge e li accompagna per tutto il viaggio. Materiale improvvisato, continui scambi di coordinate, gestualità rituale: l’insieme è determinato da un linguaggio che vivifica il significato ultimo del jazz. Riempiono gli spazi che la mancanza di una ritmica potrebbe far pensare grazie ai colori e alle voci espressive dei loro strumenti.

Nato a Cagliari il 22 settembre del 1968, Luca Mannutza si avvicina alla musica giovanissimo grazie al padre che gli impartisce i primi rudimenti musicali e pianistici all'età di soli quattro anni. Nel 1974 inizia privatamente lo studio del pianoforte classico per poi iscriversi cinque anni più tardi al Conservatorio "G.P. da Palestrina" di CagliariDal 1993 inizia ad esibirsi al fianco di alcuni dei migliori musicisti italiani tra i quali Paolo Fresu, Emanuele Cisi, Maurizio Giammarco, Bebo Ferra, Francesco Sotgiu, Steve Grossman. Nel 1999 si trasferisce a Roma dove inizia a collaborare con la cantante Susanna Stivali con cui partecipa ai concorsi Barga Jazz, Viva il jazz ed al Festival Jazz di Malta. Nel giugno 2002 vince il Premio Massimo Urbani. Nel gennaio 2003 inizia ad insegnare piano jazz al Seminario Invernale di Nuoro e successivamente piano jazz al Conservatorio di Cagliari. Ha collaborato con i migliori musicisti della scena italiana, e non (Jeremy Pelt), ed ha partecipato ai più importanti festival internazionali di jazz tra i quali Umbria Jazz, Jazz Italiano a New York, Parc Floral di Parigi. Oltre ad esibirsi in piano solo e in quintetto codiretto con Andy Gravish (Sound Advice), gira in duo con Ionata, fa parte degli High Five (con loro oltre al successo del quintetto ha condiviso anche l’ascesa di Mario Biondi), del quartetto di Roberto Gatto con il quale ha registrato “Traps” (CamJazz) e diverse altre formazioni al top del jazz italiano.
Il recente “Five for Fun” per Blue Note / Emi Italia, realizzato con gli High Five è campione di incassi in Giappone.

Le prime esperienze, Max Ionata, le ha avute nella banda di paese, ad Atessa, provincia di Chieti, dove è nato nel 1972. Il sax tenore e poi anche il contralto lo hanno incantato, galeotto il doppio live “Sciò” di Pino Daniele dove suonavano ai sassofoni Bob Berg, Gato Barbieri e Larry Nocella. Ha coltivato una particolare ammirazione per il linguaggio e la figura di personaggi quali Sonny Rollins e John Coltrane, frequentando il conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, e perfezionando gli studi di jazz presso il “Columbia College” di Chicago sotto la direzione di William Russo. Nel 2000 si è aggiudicato il celebre premio “Massimo Urbani” nella sezione fiati. Ha inciso diversi dischi come leader e partecipato ai progetti di Ada Montellanico, Massimo Nunzi e Daniele Luttazzi.



  
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