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Mannutza & Bosso duo

Fabrizio Bosso: tromba e flicorno
Luca Mannutza: pianoforte


Da diverso tempo i due grandi musicisti condividono la scena, i palchi e il successo. Ad esempio nel famigerato quintetto High Five, che è reduce da un grande trionfo discografico recente (“Five for Fun”).
E così un giorno, dopo aver maturato l’idea di trovarsi a fronteggiare il palco in un testa a testa più o meno casuale, hanno deciso di ritrovarsi in maniera continuativa e destreggiarsi nel terreno, a loro assai consono, dei grandi standard americani., aggiungendo, qua e là, composizioni originali già scritte dai due.
Uniti da ciò che è l’intento comune – l’aspirazione a cercare dentro di sé ed esprimere un proprio senso dell’arte e della vita – viaggiano travolti dalla completa libertà nelle esecuzioni, specie quando a prevalere è la libera e piena estemporaneità. La sensazione più bella è la completa dimestichezza tra i due e il fatto che manchi una sezione ritmica non crea alcun scompenso, né per quel che riguarda la stabilità né per una presumibile carenza di energia.
L’impatto è poderoso, una grande energia, un carattere deciso, il pianoforte aggrovigliato su linee parallele suonate dalle due mani e il fraseggio di Fabrizio Bosso a disegnare pulite e vibranti rotte. Entrambi si dimostrano, ancora ce ne fosse il bisogno, solisti dal fraseggio seducente, fluido, vario e di grande sicurezza espositiva. E le due ineccepibili tecniche si spossano alla perfezione tra loro, compenetrandosi, completandosi e stimolandosi.

Nato a Cagliari il 22 settembre del 1968, Luca Mannutza si avvicina alla musica giovanissimo grazie al padre che gli impartisce i primi rudimenti musicali e pianistici all'età di soli quattro anni. Nel 1974 inizia privatamente lo studio del pianoforte classico per poi iscriversi cinque anni più tardi al Conservatorio "G.P. da Palestrina" di CagliariDal 1993 inizia ad esibirsi al fianco di alcuni dei migliori musicisti italiani tra i quali Paolo Fresu, Emanuele Cisi, Maurizio Giammarco, Bebo Ferra, Francesco Sotgiu, Steve Grossman. Nel 1999 si trasferisce a Roma dove inizia a collaborare con la cantante Susanna Stivali con cui partecipa ai concorsi Barga Jazz, Viva il jazz ed al Festival Jazz di Malta. Nel giugno 2002 vince il Premio Massimo Urbani. Nel gennaio 2003 inizia ad insegnare piano jazz al Seminario Invernale di Nuoro e successivamente piano jazz al Conservatorio di Cagliari. Ha collaborato con i migliori musicisti della scena italiana, e non (Jeremy Pelt), ed ha partecipato ai più importanti festival internazionali di jazz tra i quali Umbria Jazz, Jazz Italiano a New York, Parc Floral di Parigi. Oltre ad esibirsi in piano solo e in quintetto codiretto con Andy Gravish (Sound Advice), gira in duo con Ionata, fa parte degli High Five (con loro oltre al successo del quintetto ha condiviso anche l’ascesa di Mario Biondi), del quartetto di Roberto Gatto con il quale ha registrato “Traps” (CamJazz) e diverse altre formazioni al top del jazz italiano.
Il recente “Five for Fun” per Blue Note / Emi Italia, realizzato con gli High Five è campione di incassi in Giappone.

Fabrizio Bosso nasce a Torino il 5 novembre 1973. Inizia a dedicarsi allo studio della tromba a soli 5 anni, grazie anche all’influenza del padre, a sua volta trombettista. Proprio in occasione di un saggio del padre incontra sul suo cammino Flavio Boltro, che nel corso degli anni si rivelerà figura ricorrente nella carriera di Fabrizio. A 12 anni si avvicina al jazz, suonando in piccole formazioni e militando in una big band. Nel 1988 si diploma presso il conservatorio G. Verdi di Torino e due anni dopo vince una borsa di studio e segue i seminari estivi del S. Mary’s College di Washington. Giovanissimo inizia a frequentare una quantità infinita di musicisti italiani e stranieri: da Gianni Basso a Enrico Pieranunzi, da Slide Hampton a Randy Brecker, Bob Mintzer, Irio De Paula e tanti altri. Nel ‘99 incide il primo disco come leader e viene votato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz italiano dal referendum Top Jazz. Fonda, assieme a Daniele Scannapieco, il quintetto High Five, che ha all’attivo tre incisioni tra cui il recente “Five for Fun” per Blue Note / Emi Italia, campione di incassi persino nel mercato giapponese. Il suo esordio da leader, “You’ve Changed”, è uscito all’inizio del 2007 per la Blue Note / Emi Italia ed è stato realizzato con il suo quartetto e un’orchestra di tredici archi, la Bim String Orchestra diretta da Paolo Silvestri. E’ inoltre colonna portante del quartetto di Stefano Di Battista, con il quale ha girato in tournée per mezzo mondo.
Tra gli altri progetti attualmente in piedi ci sono anche: il RIFF trio con Franco D’Andrea e Gianluca Petrella, scolpito su disco in “Round Riff & More” (Philology 2002); il duo con il chitarrista brasiliano Irio De Paula, nato dal “Once I Loved” (Philology 2003); il quartetto con Mannutza, Bulgarelli e Tucci, atteso a breve in studio di registrazione; il duo con Manntuza e quello con Antonello Salis. Fabrizio vanta inoltre diverse collaborazioni in ambito extra-jazzistico, su tutte è da registrare la partecipazione nel long seller di Renato Zero, “Presente”.



  
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