La concezione del trio,
nella musica jazz, è spesso legata alla formazione con pianoforte, contrabbasso
e batteria. L’incedere di Furio Di Castri, sempre alla ricerca di un superamento
delle categorie prestabilite, lo ha portato nel 1997 a mettere in piedi
una formazione con tre strumenti a legno: il suo contrabbasso, il clarinetto
e la marimba. In realtà si tratta di un incastro timbrico poi non così
azzardato, visto che i tre strumenti possono ricoprire, mescolati insieme,
tutti i tasselli della musica: l’aspetto melodico è spesso nelle mani
del clarinetto, anche se non mancano assoli stilisticamente completi degli
altri strumenti coinvolti, i quali mai si limitano al mero compito di
accompagnamento. Dunque la dimensione acustica del jazz e la tradizione
cameristica vengono rivisitate da tre strumenti legati alla Terra, all’Aria
e all’Acqua, che giocano sui timbri e le dinamiche naturali della loro
anima di legno e da essa partono per riscoprire storia e spigoli della
musica di Thelonious Monk e nel corso degli anni si sono assestati su
diversi brani originali dalla spiccata dimensione cameristica. Nell’omonimo
disco per la Spalsc(h) del 1999 al trio si è aggiunta la batteria di Bill
Elgart.
Mauro Negri è nato a Mantova nel 1966, città
nella quale ha compiuto gli studi classici, diplomandosi in clarinetto.
In questo periodo di studi accademici ha portato avanti una fitta attività
concertistica esibendosi in duo e in altre formazioni cameristiche. Nel
jazz si esibisce inizialmente suonando i sassofoni. Ha suonato con i nomi
più rappresentativi del jazz mondiale, è stato spesso al fianco di Enrico
Rava, ha inciso diversi dischi da leader, soprattutto per la Splasc(h).
E' stato membro della celebra Vienna Art Orchestra.
Ha
iniziato a suonare il vibrafono dopo l’ingresso nella classe di strumenti
a percussione del Conservatorio di Milano studiandolo però insieme a tutti
gli altri strumenti della famiglia, cioè ai timpani, tamburo, xilofono,
marimba e gli accessori che si usano nella musica classica sinfonica.
Andrea Dulbecco suona stabilmente con i migliori musicisti italiani,
tra i quali Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Dado Moroni e Achille Succi;
si muove anche in ambito contemporaneo, collaborando con l’ensemble Sentieri
Selvaggi e il pianista Ramberto Ciammarughi.