Musica presa alla lettera

Michele Rabbia: percussioni, oggetti

 

Parole, movimenti, suoni. Sussurri, rotazioni, segnali sonori: Musica presa alla lettera è il nuovo progetto ideato da Michele Rabbia. E’ una pratica espressivo musicale incastrata su ambienti flessibili e per questo sottilmente sovversivi. E’ teatro, performance, reading, concerto: non si tratta di un ridicolo richiamo a territori impermeabili e separati dell’agire artistico. E’ un luogo della percezione, ma anche fisico e tangibile, all’interno del quale Michele disegna la sua estetica musicale e sensoriale di sintesi e coagulazione.
Un teatro musicale, dove il percussionista cede il passo all’architetto sonoro, capace di creare suoni e colori, tinte forti, e distendere irrefrenabili tradimenti alla norma e nascondere altri versi, altri suoni. Le parole, poesie e rime saccheggiate da surrealisti, inventori, poeti dell’assurdo, da Dino Campana e Carmelo Bene a Antonin Artaud e Abbas Kiarostami fungono ora da protagonisti della performance con rime che fanno riflettere; ora come trame su cui Michele inventa, aggiusta, sposta; ora idiomi onomatopeici; ora ancora metafore di timbri, tinte, visioni.
Tutto è finzione, ma tutto è anche realtà, colpisce l’ibridazione, l’ombra dei molteplici elementi e riferimenti che non si trovano combinati insieme bensì si scovano esposti in serie, e ciclicamente riemergono come mai dimenticati. Come assimilati per creare un sé fatto di tanti piccoli altri. Gli oggetti sonori: un tavolo, delle palline da ping pong, dei giochi per bambini, i metronomi (citazione colta ma mai gratuita), tutto ciò che ha un’anima e uno spirito. Voci che si rincorrono, il piano melodico e quello armonico si diluiscono nello spettacolo di Michele Rabbia.

Nato a Torino nel 1965, Michele Rabbia segue i corsi di batteria nella città natale con il Maestro Enrico Lucchini dopo aver compiuto i primi studi presso la scuola “Civica di Savigliano”. Nel 1989 si reca negli Stati Uniti dove ha la possibilità di frequentare le lezioni di Joe Hunt e Alan Dawson. Rientrato in Italia si stabilisce a Roma e inizia la sua attività concertistica e discografica collaborando con musicisti italiani come tra gli altri Antonello Salis, Paolo Damiani, Stefano Battaglia, Rita Marcotulli e stranieri del calibro di Charlie Mariano, Marilyn Crispell, Dominique Pifarely, Paul McCandless, Michel Godard, Vincent Courtois, Sainkho Namtchylak, Bruno Chevillon. E’ membro stabile degli Aires Tango dal momento della loro fondazione. Vanta numerose incisioni come co-leader soprattutto al fianco di Stefano Battaglia, dischi pubblicati per Splasc(h), Via Veneto Jazz ed Ecm. Il suo primo vero lavoro da leader esce nel settembre 2006 per CamJazz: “Shiftin Grace” realizzato in duo con la pianista Marilyn Crispell e l’apporto in diversi brani di Vincent Courtois.
Le sue collaborazioni si estendono anche nell’ambito della danza, con progetti che coinvolgono coreografi e ballerini come Tery J. Weikel, Andrew Harwood, Ray Chung, Khosro Adibi, Rossella Fiumi e Magda Borould Pascal; nel teatro ha firmato le musiche per lo spettacolo “Genova 01” di Fausto Paravidino e per la letteratura con la scrittrice Dacia Maraini.





  
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