Pietro Ciancaglini: contrabbasso
Daniele
Tittarelli:
sax alto
Max
Ionata:
sax tenore
Pietro
Lussu:
piano
Walter
Paoli:
batteria
Special
guest Javier Girotto:
sax baritono e soprano
Photo's:




Proprio
all’aura di Charles Mingus – uno dei suoi idoli come strumentista, compositore
e organizzatore di situazioni sonore - è diretta l’attenzione di Pietro
Ciancaglini, contrabbassista versatile e poliedrico forte di numerose
collaborazioni e partecipazioni con importanti musicisti dell’ambito jazzistico
e non solo. Al Mingus uomo, asceta, che suonava quasi come se stesse facendo
vibrare la sua anima, dedica un progetto in quintetto (talvolta sestetto
con la presenza dell’ospite Javier Girotto) avvalendosi di alcuni tra
i migliori jazzisti attivi nel panorama italiano, ognuno con propria identità
e bagaglio musicale. Il quintetto regala un repertorio complesso e variegato,
che pesca in ogni piega del repertorio multicolore del contrabbassista
e genio afro-americano, con brani riarrangiati e riadattati per la formazione,
ma mostra anche inesauribile sete di novità con riletture complesse e
partiture originali dello stesso Ciancaglini. Il contrabbassista romano
ha sentito l’esigenza di prendere la musica di Mingus, manipolarla, renderla
materia di confronto, di scambio e di gioco. Questo è il fertile terreno
per esprimere le potenzialità e le peculiarità del quintetto, formato
da musicisti voluti dal leader romano per condividere un autentico viaggio
attraverso la musica di Mingus; che diventa, in questa occasione, materia
per l’espressione artistica più libera che ogni singolo elemento del gruppo
ha da offrire. La tecnica eccellente che i cinque musicisti possiedono
ed esprimono non diventa mai tecnicismo fastidioso, superfluo, scrupolosità
molesta.
"Uno
dei contrabbassisti più giovani e più preparati della scena jazzistica
nostrana attuale è sicuramente Pietro Ciancaglini. Nonostante sia nato
nel 1975 ha una conoscenza approfondita del proprio strumento come pochi
possono vantare non solo nel nostro paese." Jazzit
Pietro
Ciancaglini, nato a Roma nel 1975, si è avvicinato dodicenne
al basso elettrico, quindi introdotto alla pratica jazz da Massimo Moriconi,
a 16 ha intrapreso lo studio del contrabbasso, portando avanti parallelamente
la formazione classica, con il diploma di Conservatorio, e l’improvvisazione.
Ha iniziato la sua attività jazzistica, suonando con Marcello Rosa, Ettore
Fioravanti, Maurizio Giammarco, Roberto Gatto, Stefano D’Anna, Pietro
Tonolo, Nicola Stilo. Dal 1994 al 2002 lavora con Rita Marcotulli sia
all’omaggio a Truffaut che in quartetto suonando nei più importanti festival
italiani e olandesi. Nel 1995 intraprende una collaborazione on il sassofonista
Rosario Giuliani, registrando “Luggage” per Dreyfus. Dal 2001 è membro
del quintetto High Five gruppo di punta della scena italiana, con cui
ha inciso “Jazz For More”(2002), “Jazz Desire”(2004) per la Via Veneto
jazz e l’acclamato “Handful Of Soul” assieme al cantante Mario Biondi
per la Schema records, già disco di platino. Dal 2004 è co-leader del
trio LTC (Lussu, Tucci, Ciancaglini) con il quale ha registrato “Hikmet”
(Via Veneto jazz) assieme al sassofonista newyorkese Mark Turner; il trio
ha inoltre appena registrato un nuovo lavoro di prossima uscita. Collabora
con il deejay, produttore e chitarrista Nicola Conte con cui ha inciso,
per la prestigiosa etichetta americana Blue Note, l’album “Other Directions”.
Daniele
Tittarelli
è un giovane leone di Garbatella, celebre quartiere popolare della capitale,
cresciuto assorbendo una quantità infinita di gradazioni musicali: dal
reggae alla techno, dalla musica black al jazz. Musicista giovane ma enciclopedico,
vanta una carriera accademica fragorosa (diplomi in solfeggio, pianoforte
complementare, armonia, storia della musica, sassofono), collaborazioni
con l'orchestra giovanile romana diretta da Bruno Tommaso, l’orchestra
dell’ISMEZ diretta da Paolo Damiani, con Mario Raja, avventure in progetti
di musica africana, e nel gruppo tecno-pop I.H.C. col quale incide un
disco. “Jungle Trane” (2002), inciso per la Wide, lo vede alla testa di
un quartetto in un disco che trascolora dal post hardbop a riferimenti
comprendenti il Brasile: ottima tecnica e qualità compositive squisite.
Max
Ionata
nel 2000 si è aggiudicato il celebre premio “Massimo Urbani” nella sezione
fiati. Capace di filtrare la cultura storica con una visione particolarmente
interessata anche allo studio del sax dei contemporanei, tra cui Jerry
Bergonzi e Joe Lovano, mostra un fraseggio intenso e un senso dello swing
molto sensibile. Ha inciso “Little Hand” (Abeat, 2003) su repertorio per
lo più originale, in quartetto con Luca Mannutza, Marco Loddo e Nicola
Angelucci. Quartetto ancora in piedi, anche se modificato nell’organico
con l’inserimento di Gianluca Renzi e Marco Valeri. Ad inizio secolo aveva
pubblicato per la Wide “Zaira” con il giovane pianista Claudio Filippini.
Numerose le collaborazioni: Gianluca Renzi Sextet; Pino e Pietro Iodice,
Ada Montellanico, Massimo Nunzi, Miles Griffith e progetti di confine
come “Money For Dope” di Daniele Luttazzi. Ha anche un duo con Luca Mannutza
in omaggio a Joe Henderson, autore di un disco per Wide.
Pietro
Lussu, talentuoso pianista romano classe 1971 intraprende
gli studi jazzistici all’età di 16 anni con il pianista romano Massimo
Rustico. Successivamente frequenta per un anno la Jazz University di Terni
studiando con Mike Melillo e seguendo i seminari di Maurizio Giammarco,
Paolo Fresu e Bruno Tommaso. Studia in seguito con Franco D’Andrea ed
Enrico Rava. Collabora a lungo con un altro giovane talento, Rosario Giuliani.
Gira in tournée ed incide con Nicola Conte. E’ co-leader del trio LTC
(Lussu, Tucci, Ciancaglini) con il quale ha registrato “Hikmet” (Via Veneto
jazz) assieme al sassofonista newyorkese Mark Turner; il trio ha inoltre
appena registrato un nuovo lavoro di prossima uscita.
Walter Paoli suona e collabora
con la quasi totalità dei musicisti più importanti della scena jazzistica
italiana (Bollani, Pieranunzi, Moroni, Rava, Fresu, D’andrea, Rea, Di
Battista). Tra le collaborazioni con musicisti stranieri vanno ricordate
quella con Kenny Wheeler, Benny Golson,Steve Turrè, Terence Blanchard,
Paul McCandless, Gary Bartz. Si è esibito in alcuni dei più importanti
festival mondiali (Montreux 1988, Umbria Jazz 2006,Montreal 2006). Ha
svolto anche un’intesa attività come session man nell’ambito della musica
leggera suonando e registrando per numerosi artisti (Jovanotti, Irene
Grandi, Gianni Morandi). Ha al suo attivo circa cinquanta incisioni discografiche
(Orchestra del Titanic, Stefano Bollani Trio, Enrico Pieranunzi,Tessa
Drummond).
Suono
personale, stile inconfondibile, l’argentino Javier
Edgardo Girotto nasce a Cordoba il 17 aprile del 1965.
Si avvicina alla musica dedicandosi allo studio del clarinetto e del flauto,
fin quando a soli 19 anni si trasferisce negli Stati Uniti, approdando
al celebre Berklee College of Music dove conosce il jazz. Collabora con
i più grandi musicisti americani e dall’età di 25 anni risiede in Italia.
E’ leader e fondatore dei popolari Aires Tango, con i quali sezione la
ritmica argentina del tango per riproporla in chiave jazz e confeziona
una sfilza di importanti incisioni discografiche. Certamente tra i migliori
musicisti in circolazione.