RAM Trio

Gianluca Renzi: contrabbasso
Luca Mannutza: piano
Nicola Angelucci: batteria

La concezione del piano trio nell’estetica del jazz – noto anche come standard trio, timbricamente equilibrato sulle potenzialità di pianoforte, contrabbasso e batteria – vanta una storia folgorante, decisiva per tutto l’andamento della musica afroamericana nel corso del XX secolo. Maestri indiscussi come Bill Evans e Paul Bley hanno contribuito in maniera decisiva a cambiarne le coordinate stilistiche arricchendone il potenziale musicale. Se fino ad allora specialmente la batteria era relegata al mero ruolo di supporto ritmico, trovava invece nuovi ruoli, nuove vesti. Su questi postulati si fonda dunque l’estetica del R.A.M. trio. L’introduzione di poliritmie e metri dispari crea un linguaggio nuovo, farcito di elementi della tradizione trasfigurati in un mondo asimmetrico e ricco di contenuti diversi fra loro.

Diplomato al conservatorio in contrabbasso e musica jazz, Gianluca Renzi è certamente uno dei segreti meglio custoditi del nuovo jazz italiano. Nato nel 1975 si dedica allo studio del basso elettrico giovanissimo da autodidatta. Ben presto però decide di iscriversi al conservatorio che frequenterà con ottimi risultati. Ha inoltre approfondito gli studi dedicandosi al mondo contemporaneo specialmente quando ha deciso di perfezionare l’attività all’interno del Saint Louis Musica Academy di Roma e una serie cospicua di seminari con Marc Johnson, Miroslav Vitous, Palle Danielsson e Paolino Dalla Porta. E’ membro stabile del quartetto di Rosario Giuliani, del gruppo Megatones di Maurizio Giammarco e del quartetto messo in piedi da Javier Girotto e Rita Marcotulli. Compositore e arrangiatore ha inciso più di venti cd con musicisti italiani ed americani. Tra le sue esperienze più prestigiose sicuramente le collaborazioni con Giampaolo Ascolese, Stefano Battaglia, Riccardo Fassi. E’ leader di un sestetto di ottima lega, già protagonista di due celebrati incisioni discografiche: “Looking or the right line” del 2004 e “Don’t stop your mind” dell’anno successivo, entrambi prodotti dalla Wide.

Luca Mannutza è nato a Cagliari nel 1968. Suona il pianoforte fin da bambino e si diploma al conservatorio G. P. da Palestrina a 18 anni. In quegli anni si interessa del progressive rock, scopre i Weather Report, e nei primi anni ‘90 si trova al fianco del sassofonista argentino Hector Costita. Nello stesso periodo entra in contatto prima con Andy Gravish poi con la scena italiana marcata da Paolo Fresu e Maurizio Giammarco. Nel giugno 2002 vince il Premio Massimo Urbani e lo si ritrova nel quartetto di Max Ionata, con il quale presenta anche un bel duo sulle composizioni di Joe Henderson.

Classe 1979, Nicola Angelucci inizia giovanissimo lo studio della batteria con il batterista/percussionista Alberto Biondi. Successivamente approfondisce gli studi jazzistici con il batterista romano Lorenzo Tucci e con il pianista Luca Mannutza. E’ membro stabile del trio di Enrico Pieranunzi, vanta incisioni con Max Ionata, la A.P.M. Big Band di Maurizio Rolli, Stefano Di Battista e Stefania Tallini.





  
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