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Biography
Downtown Trio
Downtown Trio
.... feat. Antonello Salis

Roberto Cecchetto
.... & Giovanni Maier duo

Roberto Cecchetto Quartet



Biography:
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Roberto Cecchetto Quartet

Roberto Cecchetto: chitarre
Francesco Bearzatti: sax tenore, clarinetto
Luca Bulgarelli: contrabbasso
Ivo Parlati: batteria



Erano molti anni che Roberto desiderava esprimersi anche in quartetto e sognava proprio farlo con due musicisti che aveva conosciuto ai corsi di Siena Jazz, nel 1993, quando partecipò al gruppo di musica d’insieme di Enrico Rava: Luca Bulgarelli e Ivo Parlati. Il primo ha poi compiuto una strepitosa carriera nel jazz, il secondo si sarebbe presto rivolto al rock. Fino a poi ritrovarsi, dopo tanti anni, per merito di una telefonata di Roberto. Nel frattempo al trio Roberto ha trovato la giusta voce solista, Francesco Bearzatti.
La scommessa di partenza è molto rischiosa: repertorio originale, qualche spunto tematico, melodico e via con l’improvvisazione, però sempre piuttosto strutturata. I quattro sguazzano come paperi nelle acque di una musica che si propone come valida alternativa alle vie battute. L’idea è quella di approcciare il materiale con un’idea molto prossima agli stilemi del rock, tuttavia utilizzando pratiche – l’improvvisazione in primis – prese a prestito dal jazz. Inutile dunque dire che tra i giri spediti di batteria, qualche momento in cui Cecchetto tira fuori dalle sue corde persino danze nebulose e melodiche, regnano momenti di psichedelica, affiorano qua e là suoni che sembra provengano da collettivi free jazz, angolose schermaglie, raschianti assoli. Ne nascono brani stupefacenti, costruiti e domati con incredibile padronanza. Momenti di speciale ispirazione hanno tutti i musicisti presenti, perché il progetto vive, eccome, delle qualità dei partner. E che Francesco Bearzatti potesse essere un partner ideale per Roberto Cecchetto non ve ne erano dubbi.

Roberto Cecchetto studia chitarra classica al Conservatorio di Milano e composizione con Filippo Daccò. Si perfeziona grazie ad una borsa di studio ricevuta per partecipare ai seminari estivi di Siena Jazz nel 1992 e dopo qualche tempo interviene all’incontro annuale dello I.A.S.J. (International Association School of Jazz) svoltosi a New York dove ha la possibilità di suonare al JVC New York Jazz Festival e all'ONU. Più o meno nello stesso periodo Roberto Cecchetto comincia a svolgere una decisa attività concertistica entrando a far parte del gruppo Tribute con Andrea Dulbecco, subito dopo è nel Roberto Della Grotta Sextet. In seguito suona con Paolo Fresu, entra a far parte del Daniele Cavallanti Quartet e dell’orchestra Jazz Chromatic Ensemble, si dimostra uno dei migliori chitarristi sulla scena, capace di muoversi nell’ambito dell’avanguardia e dialogare in modo serrato con stili più prossimi alla tradizione. Nel 1993 Enrico Rava mette in piedi un quintetto elettrico, il Rava Electric Five, e Cecchetto diviene una delle due chitarre elettriche assieme a Domenico Caliri. Con Rava – con il quale inciderà diversi dischi come "Rava noir" e“Certi angoli segreti” (Label Bleu) – partecipa alle più prestigiose manifestazioni della scena jazz internazionale in particolare in Francia, Austria, Germania, Canada e Giappone. Instaura un ottimo rapporto collaborativo con il trombettista Giorgio Li Calzi, con il sassofonista Daniele Cavallanti e con il batterista Tiziano Tononi divenendo presto una delle colonne portanti dell’organico Nexus fondato da questi ultimi due musicisti agli albori degli anni Ottanta. Partecipa inoltre alle registrazioni di “Awake Nu”, doppio tributo di Tononi alla musica stellare di Don Cherry, nel quale affianca l’ospite speciale Herb Robertson alla tromba e flicorno. In "Seize the time!"- Nexus Orchestra, affianca il grande trombonista Roswell Rudd, ospite speciale della registrazione. Tra le sue esperienze di maggior interesse va certamente ricordata la collaborazione con Gak Sato (“Tangram” 2001 e “Informed Consent” 2006), musicista e sperimentatore originario di Tokyo ma da tempo residente in Italia. Parentesi davvero fortunata nella carriera di Cecchetto è la formazione Rand-o-mania con il trombone di Gianluca Petrella e ritmica formata da Andrea Lombardini e U.T. Gandhi, altro musicista con il quale divide spesso il palcoscenico.
Condivide con Maier, compagno fedele fin dai tempi del Rava Electric Five e del Jazz Chromatic Ensemble, un duo formidabile che ha inciso per Artesuono di Stefano Amerio “Slow Mood” (2003), disco acustico supportato dall’ausilio di loops, il secondo lavoro discografico "Blues Connotation" di recente pubblicazione. Viene votato come Miglior Strumentista del 2007 ex aequo con Stefano Bollani nella Categoria “pianoforte-tastiere-chitarra” del referendum TOP JAZZ indetto dalla rivista specializzata Musica Jazz.

Attirato irresistibilmente dai processi musicali liberi e mutevoli, Francesco Bearzatti ha trascorso l’infanzia nella provincia friulana. Con i coetanei ha condiviso i primi amori musicali, ascolti da rockettaro vero: Led Zeppelin, Deep Purple, poi è arrivato il punk, Ramones, Sex Pistols e tutti gli altri. Diplomato in clarinetto al conservatorio di Udine, Francesco approfondisce gli studi a New York, dove ha modo di incontrare anche Gorge Coleman. Ha inciso un’infinità di dischi come sideman e diversi da leader. I più importanti: “Virus” e “Hope” per l’Auand, entrambi a nome del Bizart Trio con Emmanuel Bex e Aldo Romano, e nel secondo partecipa anche Enrico Rava. In ultimo prende parte al nuovo disco di Gianluca Petrella “Indigo 4” per la Blue Note. Tra i progetti disponibili a suo nome oltre al già citato Bizart Trio, il quartetto Tinissima; un libero adattamento per voce recitante e sassofoni di “Natura morta con custodia di sax” di Geoff Dyer, il duo con Sclavis e un progetto in solitario su Duke Ellington.


Luca Bulgarelli
è tra i migliori giovani contrabbassisti in circolazione – usa anche il basso elettrico ed è attento agli strumenti digitali. Dotato di alta padronanza tecnica e ricca sensibilità espressiva, originario dell’Abruzzo ma da tempo residente a Roma, si dimostra un musicista enciclopedico che si sta ricucendo un ruolo cardine nell’ambito di altri importanti progetti come il quintetto di Roberto Gatto, la band di Sergio Cammariere, al fianco di Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi. E’ leader di un quartetto stellare composto dallo stesso Bosso alla tromba, Gianluca Putrella al trombone e l’eclettico Mr. Fabietto agli apparecchi elettronici. Collabora con Roberto Gatto e Maria Pia De Vito.

Nato a Napoli, Ivo Parlati h iniziato a frequentare il mondo del nella seconda metà degli anni ’80 quando ha collaborato con Paolo Fresu, Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Enrico pieranunzi, Pietro Condorelli, Massimo Urbani,Daniele Sepe e tutti i maggiori musicisti dell’area del mezzogiorno. Nel corso della sua carriera si è poi molto rivolto al rock, non ultime le sue collaborazioni con autori di nuova generazione come Barbara Eramo e Andrea Rivera.


  
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